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lunedì 20 luglio 2009

Art. 74 Della Costituzione


Tutto quello che Napolitano dovrebbe sapere ma non ha mai letto ...



"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata".

Caro Giorgio. Per me questo significa che Tu puoi aggirare il becero trucchetto del voto di fiducia facendo ESAMINARE il Ddl alle camere le quali nella figura dei deputati, possono emanare emendamenti che permettano quello che Tu chiami DIALOGO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE ... solo perchè all'ultimo momento Ti sei accorto di questo articolo -almeno lo spero- non fare lo stronzo dando dell'ignorante a ex magistrati del calibro di Di Pietro (anche se gli attributi per dire le cose in faccia devono dagliarle per tradizione ai Presidenti prima dell'insediamento) che per altro non nomini, rimani nel vago.

Cordiali saluti da un ignorante costituzionale.


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martedì 14 luglio 2009

Le sette piccole differenze


Napolitano VS Automatico delle bibite



Inserire la moneta e formulare la richiesta su carta bollata.


Attendere qualche secondo per ricevere sull'apposita vaschetta la lattina autografa.

In caso di inceppi telefonare ad Arcore.


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mercoledì 17 giugno 2009



Almeno una volta al mese mi tocca fare un pò di pubblicità all'MBM. Ogni mese cerchiamo di realizzare una raccolta mensile di tutti i post pubblicati nel nostro sito. Fin'ora, con sprezzo della grafica e dei congiuntivi -specialmente il sottoscritto- ci siamo riusciti. Sono tutti liberi di partecipare inviandoci i loro articoli, o autorizzandoci a pescarli settimanalmente nel loro blog, nella colonna destra del sito trovate tutte le informazioni al riguardo, altrimenti vi spiego meglio io tra i commenti o nella chat sottostante il mio blog. (Clicca sul titolo per leggere il resto)


In questi giorni su Anarchopedia, sito al quale sono iscritto, -essendo io anarchico ... o anarcofilo- è nata una polemica nella mia pagina discussioni riguardo al fatto che il Magazine MBM è aperto a tutti gli autori che ne rispettano la linea, a prescindere dalle idee politiche ... mi si critica addirittura il fatto che ci scriva un fascista (mio fratello). La mia risposta ai compagni anarchici più radicali (quando non fanatici veri e propri) è stata più o meno la seguente:

"Il Monkey Business Movement non è di mia proprietà, ma di tutti i suoi redattori e collaboratori. La nostra linea è anti governativa ed in special modo contro questo governo. Rispettiamo le leggi italiane vigenti non permettendo la pubblicazione di articoli apologeti del fascismo o del nazismo, né possono essere pubblicati per decisione unanime degli editori (il sottoscritto Giovanni Pili, Daniele Boschi, Andrea Bigi e Toni Iezzi) articoli che propagandano il creazionismo o il negazionismo della shoà. Nessun autore può tuttavia essere discriminato sulla base delle idee personali, non ci importa in che modo uno si alza la mattina, ne chiediamo di vedere tessere di partito o fedina penale ... l'importante è che l'autore rispetti la linea. Esempio: Nell'MBM oltre a quei fascistoni di Crenabog, e mio fratello Andrea Pili, ha già collaborato il creazionista Giona, benchè poi ci abbia abbandonato non accettando la nostra linea. In sostanza, ciò che conta per noi è il rispetto della nostra linea editoriale. Non credo che a "l'Unità" accettino articoli contro Marx, o che ne "il Giornale" ne accettino contro il capitalismo. Non di meno possiamo trovare, nei giornali meno dipendenti dai partiti, autori di sinistra in testate di destra e viceversa, come nel caso di "la Repubblica", "il Corriere della Sera", ecc. Ciò che conta per noi, nei limiti delle nostre competenze, è che gli articoli siano originali -non copia incollati- e che rispecchino la realtà dei fatti, ogni tipo di opinione personale ivi contenuta è ben accetta se rientra nei limiti della linea editoriale.
Durante la discussione con i compagni anarchici spesso sono saltate fuori frasi del tipo 'non dobbiamo dare spazio a chi ha quel tipo di idee' ... Credo invece che le persone non vadano giudicate per le loro idee politiche, ma per le loro storie individuali, credo inoltre che se io come persona valgo, e se valgono le mie idee, non avrò alcuna premura di confrontarle con chicchessia. Io rispetto chi non è d'accordo e tiene lontane certe persone ... cosi, spero che vengano rispettate anche le nostre scelte. Mi è stato detto 'è un concetto sbagliato di libertà' ... sbagliato? In base a cosa? Chi stabilisce cosa è giusto o sbagliato quando si parla di libertà? Dove posso trovare l'ateneo che rilascia le patenti di libertà?"



Trovate la versione mensile in 3D dell'MBM in fondo al mio blog, cosi come lo trovate in fondo al sito dell'MBM. Nella barra di navigazione del mio blog, cosi come del sito del Magazine, trovate tutti i numeri precedenti.

Buona lettura.

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giovedì 11 giugno 2009

Gheddafi: Il dittatore amico



Tratto da un mio articolo per l'MBM.

Mi chiedo se ne sentisse davvero il bisogno il nostro Presidente del Consiglio, di chiamare Gheddafi a Roma, per farci dare, lui a noi, una lezione di democrazia. Presentatosi all’aeroporto, il dittatore libico esibisce una foto in bianco e nero che dovrebbe – secondo lui- mortificarci. Una foto che riguarda l’esecuzione o l’assassinio di un indipendentista libico per mano dei fascisti. Lui pretende scuse, si è auto convinto che tramite Berlusconi il popolo italiano gliele abbia concesse. Evidentemente esistono motivi per cui questo dittatore ritenga Berlusconi un suo collega, infatti, da per scontato che tramite la sua persona il popolo agisca all’unisono … per fortuna esiste in Italia ancora la mania di non pensarla come Berlusconi. Ed è un miracolo che Gheddafi non sia arrivato a profanare il nostro Parlamento, una ventata di orgoglio e di dignità deve aver colpito in corner i nostri rappresentanti. (clicca sul titolo per leggere il resto)

Gheddafi fa la vittima, e vuole insegnarci il rispetto dei popoli. Ma chi è Gheddafi? Vediamo una piccola carrellata delle sue “opere”:

Il 26 Agosto del 1969 con un colpo di stato Gheddafi prende il potere instaurando una dittatura nel suo paese, pensa bene di inaugurarla cacciando tutti gli italiani, (1971) privandoli delle loro case e dei loro beni, costringendoli ad “espatriare” in Italia. Si trattò di circa 30.000 persone. E’ curioso che non si sia parlato di questo:

150 MLN A ESULI ITALIANI E VISTI PER TORNARE IN LIBIA - Gli italiani espulsi dalla Libia nel 1971, dopo che il colonnello Gheddafi prese il potere con un colpo di Stato che detronizzò re Idriss, potranno tornarvi con Visto turistico, ma anche per lavoro o altre finalità. Agli esuli dalla Libia si riconosce un indennizzo complessivo di 150 milioni da corrispondere nella misura di 50 milioni l'anno dal 2009 al 2011. (fonte ANSA)

http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_988543372.html

Forse non si è voluto mettere a disagio Gheddafi, mentre ci faceva a noi la ramanzina. Gheddafi ieri sera ha ricordato anche il colonialismo francese in Algeria, il dittatore libico evidentemente dimentica i 53 detenuti algerini internati nel suo paese, con condanne che si basano su semplici illazioni.

http://www.lexpressiondz.com/article/2/2009-05-25/64064.html

Fin qui poca roba … diamo un’occhiata invece all’ultimo rapporto di Amnesty International riguardo i crimini perpetrati da Gheddafi durante la sua dittatura: Le libertà di espressione, associazione e riunione sono soggette a stringenti limitazioni, in un clima caratterizzato dalla repressione del dissenso e dall'essenza di ONG indipendenti a difesa dei diritti umani. Rifugiati, richiedenti asilo e migranti hanno continuato a essere detenuti a tempo indefinito e maltrattati.

Questa è la persona con cui noi ci stiamo accordando per trovare una soluzione al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Una soluzione “finale” oserei dire. Il governo non ha tollerato critiche o dissenso continua il rapporto di Amnesty “coloro che esercitano pacificamente i loro diritti alle libertà di espressione e di associazione possono incorrere nella pena di morte”.

Questo è l’amico di Berlusconi … poi scopriremo che abbiamo frainteso. Ce ne scusiamo in anticipo. Ma non è tutto, perché nel rapporto di Amnesty si legge anche che “Sono pervenuti persistenti rapporti di tortura e altri maltrattamenti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in stato di detenzione; a questi ultimi non è stata fornita protezione, come richiesto dal diritto internazionale sui migranti”.

http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2009/Libia.html

Secondo D’Alema, ad accogliere Gheddafi – persino in Parlamento- non c’è niente di male. Evidentemente la strategia del PD per sopravvivere (più che per vincere) è quella di imitare il berlusconismo, anziché contrastarlo, come si richiederebbe ad una opposizione sana. Ma tra la brutta copia e l’originale alla fine la gente sceglierà sempre la seconda opzione. Credo che se non si possa fare opposizione nemmeno in circostanze come queste, dove si stende il tappeto rosso e si tratta da grande amico uno dei peggiori dittatori del mondo, è la fine … si è toccato veramente il fondo.



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mercoledì 3 giugno 2009



There is one question I'd really like to ask: Is there a place for the hopeless sinner who has hurt all mankind just to save his own?

C'è una domanda che mi piace molto fare: C'è un posto per il peccatore senza speranza, per colui che ha fatto del male a tutto il genere umano solo per salvare se stesso?

La terra è di tutti ... non si può respingere un uomo, magari con la forza delle armi, solo perchè desidera percorrerla, senza tenere conto dei confini artificiali che noi abbiamo posto. Se non riusciamo a finire il mese, nei barconi rispediamoci quelli che hanno voluto e pianificato questa crisi, se ci sentiamo meno sicuri ... spegnamo il televisore. Probabilmente in tutta italia solo dieci persone in questo momento si sbattono la testa al muro ... ma se tutti i TG per dieci giorni facessero un servizio dedicato a ognuno di questi, avremmo il messaggio che in tutta Italia sono in aumento gli idioti ... ma forse non sarebbe un messaggio del tutto errato ...

One Love, One Heart
Let's get together and feel all right
Hear the children crying (One Love)
Hear the children crying (One Heart)
Sayin' give thanks and praise to the Lord and I will feel all right
Sayin' let's get together and feel all right


Let them all pass all their dirty remarks (One Love)
There is one question I'd really like to ask (One Heart)
Is there a place for the hopeless sinner
Who has hurt all mankind just to save his own?
Believe me


One Love, One Heart
Let's get together and feel all right
As it was in the beginning (One Love)
So shall it be in the end (One Heart)
Give thanks and praise to the Lord and I will feel all right
One more thing


Let's get together to fight this Holy Armageddon (One Love)
So when the Man comes there will be no no doom (One Song)
Have pity on those whose chances grove thinner
There ain't no hiding place from the Father of Creation


Sayin' One Love, One Heart
Let's get together and feel all right
I'm pleading to mankind (One Love)
Oh Lord (One Heart)


Give thanks and praise to the Lord and I will feel all right
Let's get together and feel all right


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lunedì 25 maggio 2009

Nomenklatura berlusconista



Il titolo originale di questo paragrafo è "Se non volete i miei fichi, non scuotete il mio albero". Tratto da un monologo di Daniele Luttazzi, trascritto integralmente dal libro "Bollito misto con mostarda", edito Feltrinelli.

Insomma, questo è il quadro. Berlusconi è un enorme peggioramento rispetto alla sua mancanza. Per essere un evasore fiscale, affiliato alla P2 e adtore di lavoro di un mafioso, ne ha fatta di strada. Non vorrei essere nei suoi panni quando uscirà definitivamente di scena. Adesso un sacco di gente gli lecca ancora il culo, ma dopo ... dover chiedere le cose per favore ... dover essere gentile col secondino ... sarà un grande cambiamento. 

Meno male che in Italia c'è stato Federico Fellini. Senza la sua opera, adesso non avremmo la similitudine. -Tutto questo è ... è ... è ... 
-felliniano?
-Felliniano!

Certi figuri venuti a galla in questa seconda repubblica non dovranno essere dimenticati, quando tutto sarà finito. C'è tutta una nomenklatura. c'è l'ADB (amico di Berlusconi). L'AADB (amico di un amico di Berlusconi) c'è l'AADBMPNLV (amico di un amico di Berlusconi, ma è un pò che non lo vede). L'AECBMNLC (alle elementari con Berlusconi, ma non lo conosce) Il GAADTR (grande amico anche di Toni Renis). L'UVSAA (una volta è stato ad Arcore). Il VCEF (vicino di casa di Emilio Fede).

E poi ci sono gli eletti di Xanadu. Elio Vito: quando lo guardi negli occhi, ti accorgi che al volante non c'è nessuno. Schifani: tutto quello che mi serve è una cerbottana e un dardo avvelenato. Bondi: ogni volta che Berlusconi è all'estero, Bondi lo aspetta pazientemente al cancello di Arcore come un jack russel rimasto solo. Paolo Guzzanti: è sordo. Ma non quando ascolta. Quando parla. Per cui dice delle gran stronzate. Mario Giordano: è uno che ha difficoltà con le porte girevoli. Maurizio Belpietro: l'ennesimo grave reato commesso da Berlusconi viene prescritto grazie alle attenuanti, il direttore del Giornale riassume lo schifo col titolo: mani pulite. E voi che pensavate di fare un lavoro umiliante! 

Il modo più semplice ed efficace per ricordarli, secondo me, sarà quello di associare il loro nome con un atto sessuale. Un atto sessuale che non abbia già un nome preciso, come il pompino o il 69. Meglio qualcosa di bizzarro, cosi ce li ricordiamo meglio. Per esempio: leccare l'ano = un Elio Vito; scorreggiare in faccia a chi ti lecca l'ano = uno Schifani; clistere per penetrazione anale = un Bondi; avere un orgasmo a seguito di penetrazione anale = un Gianni Letta; la miscela schiumosa di gelatina e materia fecale che sporca le lenzuola dopo il sesso anale = un Giulianone, in onore di Giuliano Ferrara. 

-Com'è andata ieri?
-Ci siamo divertiti con un lunghissimo Elio Vito, poi le ho fatto un Bondi, lei ha avuto cinque Gianni Letta, ma mi ha fatto uno Schifani e alla fine c'era del Giulianone dappertutto.

Il potere di Berlusconi? Regala miliardi agli amici. E quando uno ti regala miliardi, fai molta fatica a non diventare la sua troia.

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venerdì 22 maggio 2009

Mills? Mai sentito nominare!

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Ho appreso con un certo imbarazzo, non solo che a seguito dell'ennesimo attacco interessato alla magistratura, Berlusconi potrebbe essere oggetto di indagini da parte del CSM, ma anche delle recenti dimissioni del presidente della camera dei comuni inglese, per via dello scandalo degli eccessivi rimborsi ai deputati, quest'ultima notizia è imbarazzante perchè, come è ben noto, cose simili in Italia non succedono, non perchè siano mancate le occasioni, ma perchè manca proprio l'etica necessaria e un certo senso di dignità verso il paese e gli elettori.


Tornando alla guerra ai magistrati, il togato Mario Fresa fa sapere che "in caso di nuovi attacchi all'autonomia e indipendenza della magistratura il Csm sará costretto ad aprire l'ennesima pratica a tutela delle funzioni giudiziarie". In Inghilterra come in altri paesi ci si fa processare, in Italia no, qui c'è il lodo Alfano che protegge le prime quattro cariche dello stato a tal punto che, queste possono pure inveire contro giudici o nemici politici nella totale impunità, come dimostra l'ultima campagna elettorale in Sardegna, vero esempio di violazione della parcondicio e di denigrazione dell'avversario, il quale non ha possibilità di difendersi querelando il diffamatore. Tutto parte dal caso Mills, vedi la sentenza in Pdf. Il Giudice Nicoletta Gandus, (militante della sinistra estrema, secondo Berlusconi) ha emesso la sentenza che riconosce Mills colpevole di aver accettato tangenti da Silvio Berlusconi. Da notare che, la Gandus presiedeva un collegio di giudici ... forse il nostro Premier si confonde con la trasmissione che va in onda in una delle sue reti TV, "forum" dove effettivamente vediamo solo un giudice di pace.
Quindi dobbiamo concluderne che, o la Gandus avrebbe minacciato con la pistola i membri del suo collegio, oppure ha pienamente ragione il CSM a prendere provvedimenti per tutelare l'indipendenza del potere giudiziario. "Questo è solo l'ultimo dei processi che mi sono stati cuciti addosso" dice il Premier "In totale più di 100 procedimenti, più di 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2560 udienze in 14 anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare". Impressionante davvero ... qui le cifre si allargano, adesso i magistrati bolscevichi diventano 900 ... quasi mille! Davvero un record notevole se teniamo conto del fatto che, questi novecento magistrati hanno dovuto sostenere un concorso, limitato solo a coloro i quali si erano laureati col voto di 105.
Nonostante gli sforzi di Veltroni prima e Franceschini dopo, a non cedere alla tentazione di strumentalizzare politicamente i volumi di materiale probatorio, accumulato da questi novecento togati –tra questi possiamo aggiungere anche Paolo Brosellino- (eccovi un’intervista fatta pochi giorni prima di essere assassinato) Berlusconi proprio non riesce a non far parlare di se, del suo passato e della sua vita privata, prima con le veline, e in questi giorni con una nuova perla giudiziaria.

Chi è causa del suo male, pianga se stesso.

venerdì 17 aprile 2009

Il bacio pericoloso di Alfano



Quella in foto, ovviamente non è Alfano, ma Olga Lumia, giovane giornalista siciliana, la quale è stata cacciata dalla redazione di agrigentoweb.it per avere pubblicato su facebook un articolo apparso sul quotidiano Repubblica, dove si parlava del bacio dell'attuale ministro della giustizia Alfano al boss mafioso Croce Napoli nel 1996. 
"Sono stata ampiamente rimproverata da quelli di Agrigentoweb per quello che avevo pubblicato [...] Con un pezzo in prima, firmato dal direttore, sono stata accusata di attaccare il premier e i suoi uomini e sono stata volgarmente definita ‘cavallino rampante che fa cri cri’" Queste sono le parole di Olga. Prima di lasciarvi all'articolo originale apparso su repubblica il 5 febbraio 2002, vorrei fare una piccola considerazione:

Il problema non è tanto Santoro o Vauro ... il problema è tutta quella massa di giornalisti onesti che, nell'indifferenza e nel silenzio totale vengono fatti fuori professionalmente, mentre i Vauro e i Santoro sono solo la punta di un iceberg; definire questa situazione "grave" è un eufemismo ... è dai tempi del ventennio fascista che non si vedevano cagate simili!! Quando Vauro la settimana prossima tornerà in trasmissione, tutti potranno dire che quella del regime è una favola dei comunisti, quando in realtà la situazione è ben diversa, si lasciano poche pecore nere allo stato brado, mentre si macellano le altre.

... Ah dimenticavo, ci sarebbe anche quel "piccolo particolare" riguardante il fatto che il nostro ministro della giustizia ... come il presidente del senato Schifani e il capo del governo Calimero Berlusconi ... sono amici di mafiosi.

"Mangano è un eroe"
Silvio Berlusconi.

Il bacio pericoloso di Alfano
Repubblica — 05 febbraio 2002 pagina 1 sezione: PALERMO


Un altro bacio, un altro matrimonio «imbarazzante», ancora relazioni pericolose con uomini di Cosa nostra. Ma questa volta l' ospite eccellente non è un «vecchio» della politica, come Andreotti o Mannino, ma un giovane delfino, Angelino Alfano, deputato nazionale di Forza Italia, pupillo di Gianfranco Miccichè. Una carriera folgorante la sua che adesso rischia di essere adombrata da un bacio: quello con Croce Napoli, capomafia di Palma di Montechiaro, morto l' anno scorso. Un bacio con il boss al matrimonio della figlia Gabriella, sposatasi nell' estate del ' 96 quando Alfano era stato appena eletto deputato regionale. Lui, oggi, nega di aver mai conosciuto Croce Napoli e tantomeno ricorda di aver partecipato al matrimonio della figlia. Ma una videocassetta delle nozze lo smentisce. Corsi e ricorsi storici. Nei guai giudiziari dei politici, nei pericolosi rapporti con boss e uomini d' onore, quasi sempre c' è di mezzo un bacio, un regalo e una partecipazione a un matrimonio della figlia o del figlio di un capomafia. Il "bacio" per eccellenza è quello presunto, raccontato dal pentito Balduccio Di Maggio, tra l' ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti e Totò Riina, e il regalo, anch' esso presunto, quello destinato ad Angela Salvo, figlia dell' esattore di Salemi Nino Salvo in occasione delle sue nozze con Gaetano Sangiorgi. Poi c' è la partecipazione dell' ex ministro Calogero Mannino al matrimonio di un figlio del boss Caruana. Episodio al centro del processo contro il leader dc che è stato recentemente assolto.
Ora spunta un altro matrimonio, un regalo e il bacio allo sposo e alla sposa. E al padre di lei, il boss di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, morto un anno fa. L' ospite d' onore di quel matrimonio, tra Gabriella Napoli, figlia del boss, e Francesco Provenzani, celebrato nell' estate del 1996, è il pupillo di Gianfranco Miccichè, agrigentino, Angelo Alfano, ex deputato regionale e capogruppo all' assemblea regionale, attualmente deputato nazionale. Il bacio e il regalo alla sposa, allo sposo e al boss, è documentato da un filmato (con audio) di oltre un' ora che comincia con gli ultimi ritocchi al trucco e al vestito della sposa e prosegue con la cerimonia religiosa, il banchetto in un grande albergo all' ombra della Valle dei templi, il ballo tra gli sposi, i ringraziamenti con bomboniere e sacchetti di confetti a tutti gli invitati. La presenza di Angelo Alfano viene registrata a metà cerimonia, poco dopo che gli sposi hanno tagliato la torta nuziale. Il deputato di Forza Italia si fa spazio tra la folla che attornia gli sposi e ha in mano un pacco, il suo regalo di nozze agli sposi. L' arrivo dell' onorevole è salutato da un coro di «che onore, che onore~». Lo sposo e la sposa sono emozionati alla presenza del fresco deputato di Forza Italia. Alfano bacia prima la sposa, si complimenta con lei, poi bacia lo sposo. Infine l' abbraccio e il bacio con il padre della sposa, il capomafia Croce Napoli, titolare di una fedina penale di tutto rispetto: arrestato per associazione mafiosa, concorso in sequestro di persona, in omicidio e indicato dagli investigatori come «capo dell' omonima cosca mafiosa facente capo a Cosa nostra, operante in Palma di Montechiaro e nei centri limitrofi». Non proprio uno sconosciuto. Poi il deputato consegna il regalo nelle mani della sposa e si scusa per il ritardo a quel matrimonio: «Mi dispiace, ma non ho fatto in tempo, ero a Milano e sono arrivato ad Agrigento soltanto da poco». Alfano viene attorniato da altri invitati che lo ringraziano della presenza, parlano del più e del meno e dopo un po' , dopo essersi congratulato con la sposa e con lo sposo, saluta e va via. Ma di questo matrimonio, Angelo Alfano, che alle elezioni regionali del '96 ha ottenuto quasi 9 mila voti, risultando il primo degli eletti nella provincia di Agrigento, dice di non ricordare nulla. «Io non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro». E quando gli diciamo che c' è un video che prova la sua partecipazione al matrimonio della figlia del boss e il bacio al capomafia, Alfano ribatte: «Non ho nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio, attenti a pubblicare notizie del genere». Le immagini, però, sembrano chiare: il matrimonio, il regalo, il bacio agli sposi e al capomafia di Palma di Montechiaro.

mercoledì 15 aprile 2009

A volte ritornano: Cirino Pomicino



Cirino Pomicino, coinvolto nello scandalo "mani sul terremoto" ... ribattezzato da Montanelli "Irpiniagate" ... per gli sciacallaggi e le speculazioni selvagge nel topo terremoto in Irpinia, assieme ai compagni di merende De Mita,  De Vito, Scotti, Gava, Fantini, De Lorenzo, Di Donato, ecc ... è stato candidato alle europee nelle liste del PdL.

Per le prossime europee, attendiamo di sapere chi sarà indagato per i palazzi di sabbia costruiti in Abruzzo. 

Ancora non è stato istruito nessun processo ... pare infatti che non siano previsti ancora voli per le Kaiman.









mercoledì 8 aprile 2009

Irpiniagate


MESSAGGIO




E' incredibile quante cose si imparano - e chi si può incontrare- in internet, oggi in tarda mattinata mi sono ritrovato a scambiare un paio di brevi battute con Francesco Storace (non uno che usa il suo profilo, proprio lui) ... niente di "strano" scambierà battute con chissà quanti altri utenti di FB ... comunque, si parlava della tragedia avvenuta in Abruzzo,  l'ex governatore del Lazio, mi ha accennato di sfuggita lo scandalo dell'Irpiniagate, avvenuto quasi trent'anni fa. Cosi dopo le tre ore canoniche di studio per l'università (due marroni!) mi sono messo a fare qualche ricerca in merito.

L'irpinia, in Campania,  è la terra delle autostrade nel deserto, delle industrie fantasma ... ex feudo mangia soldi di De Mita. Gli italiani spesero un milione di vecchie lire a testa per "risarcire" le famiglie dei 3000 morti di allora. Alle 19,34 del 23 novembre 1980 ci fu una scossa del nono grado della scala Mercalli con conseguenze devastanti su una superficie pari a quella del Belgio.

Nel dopo terremoto ci fu la "ricostruzione" ... si optò per il trasferimento e lo sradicamento di interi agglomerati urbani, si scelse dall'alto di trasformare una regione di contadini in una regione industriale ... cosi, dal nulla. La terribile macchina costituita da baroni, politici e mafiosi si mise in moto per lucrare sui fondi destinati al riassestamento della regione dopo il terremoto.  Non erano gli imprenditori a decidere chi dovesse sostenere i loro progetti, ma i politici scegliendo tra chi, potesse garantire loro il giusto serbatoio di voti. Questo è quanto emerse da diverse inchieste, le più importanti; quella di Indro Montanelli, che per primo, dalle colonne del suo "Giornale" coniò il termine Irpiniagate, e quella di Paolo Liguori, infine ci fù nel 1989 un'inchiesta condotta da una commissione parlamentare apposita presieduta da Oscar Luigi Scalfaro.

Non vorrei che la storia si ripetesse ... anche perchè in questo sito ho scoperto che, un sottosegretario di governo nel 1988, sostenne (prima di essere silurato) che dietro ci sarebbe stato anche Licio Gelli ... oh my god! ... speriamo che sia una bufala ... anche perchè il principale allievo di Gelli oggi ... è al governo! 

Da un'intervista di Ottavio Ragone a De Mita, pubblicata su Repubblica il 29 Novembre 2000 (si commemoravano i 20 anni dalla tragedia) troviamo altre cose interessanti, ve ne propongo uno scorcio, ma se vi interessa trovate il testo integrale QUI.

Irpiniagate. Non pronunciate mai questo sillogismo in presenza dell'ex presidente del Consiglio. Monterà su tutte le furie. Come puntualmente avviene durante questa conversazione con Repubblica. «Ma quale Irpiniagate - sbotta - contesto il termine, è una colossale mistificazione. Gli errori nella ricostruzione avvennero tutti a Napoli. L'Irpinia fu un modello, oggi è vittima di un pregiudizio». Ma a Napoli la Dc provocò disastri. E lei ne era uno dei capi. «Le responsabilità penali sono individuali, non familiari. Io non contesto che alcuni dirigenti democristiani napoletani non si comportarono bene nella gestione, né discuto il giudizio negativo su quella Dc. Mi sembrano dati di fatto. Quindi, come democristiano, concorro a quella responsabilità oggettiva. Uso una metafora calcistica: siccome avvennero incidenti sul campo di gioco, io che facevo parte della squadra non posso tirarmi indietro. Tuttavia non tollero le semplificazioni. La ricostruzione in Irpinia fu tutt'altro». Si dica allora Vesuviogate, e il dialogo con l'uomo di Nusco acquisterà di colpo toni più sereni.  La polemica di De Mita ha due bersagli: l'ex capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, già presidente, tra l'89 e il '91, della commissione parlamentare di inchiesta sulla ricostruzione, e il magistrato Paolo Mancuso. Poi c'è un bersaglio occulto: Antonio Bassolino. Tutti e tre, Scalfaro, Mancuso e Bassolino, intervistati dal Corriere della Sera sulla ricostruzione. De Mita è critico anche con il procuratore di Napoli Agostino Cordova: «La prescrizione dei reati nel processo sul terremoto non può certo essere addebitata agli imputati», sostiene. 

Insomma, tra rifiuto di responsabilità, inciuci vari e attacchi ai magistrati, la minestra sembra essere sempre la stessa. Mi auguro di sentire, quando i soccorsi saranno ultimati e fino all'ultima persona sarà sepolta, alcuni speciali sull'Irpiniagate, per quanto riguarda lo scandalo degli sprechi e del business che ogni volta scatta quando avviene una tragedia, e sul Vajont, per quanto riguarda l'usanza nostrana di insultare ed emarginare chi cerca di fare il suo dovere, avvisando le autorità competenti, di un pericolo imminente ... siamo un popolo senza memoria ... ce ne rendiamo conto?! 

Sono passati trent'anni ... dopo le speculazioni criminali, e i vari scarica barile, non si sono degnati di fare tre cose per le regioni a rischio sismico, in Campania, come in Abruzzo, ecc ... che si fanno in tutti i paesi, nelle zone sismiche, ovvero, istruire la popolazione, specialmente nelle scuole, con esercitazioni periodiche; costruire zone di raccolta - hanno fatto fabbriche sulle montagne, in Irpinia, oltre ad altre infrastrutture inutili,  potevano anche pensare a dei rifugi nel caso la tragedia si ripetesse - ed infine, già che dovevano cementificare ... almeno avessero usato le normali procedure di costruzione che si usano in quel tipo di zone! 

TRENT'ANNI ... avevano 30 anni di tempo  ...

Spero tanto che la storia non si ripeta in Abruzzo.

P.S

Vi linko il blog di una donna che nel suo blog scriveva già da tempo delle scosse in Abruzzo ... completamente inascoltata.


sabato 7 marzo 2009

La democrazia di Dio



Trascritto in parte dal sottoscritto, dal libro di Emilio Gentile, “La democrazia di Dio”; Editori Laterza.





Alla fine del 2008 si concluderà l’era presidenziale di George W. Bush. È stata un’epoca dominata dagli eventi dell’11 settembre 2001, quando l’invulnerabilità della massima potenza imperiale della storia, all’apogeo della sua egemonia mondiale, è stata violata dall’attacco di terroristi islamici al World Trade Center di New York, con le conseguenze catastrofiche che quegli eventi hanno avuto per gli Stati Uniti e il resto del mondo: l’inizio della “guerra al terrore”, l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, la crisi nei rapporti fra gli Stati Uniti e l’Europa, il declino del prestigio americano nel mondo. Ma l’era di Bush è coincisa anche, dopo l’11 settembre, con il risveglio della religione civile americana, che pareva da tempo assopita.

La religione civile americana, o più semplicemente la religione americana, è una religione speciale perchè scaturita dalla sacralizzazione politica degli Stati Uniti come una nazione benedetta da Dio. Il cardine di questa religione civile è la convinzione che il creatore ha dato in dono al popolo americano i valori della democrazia, perchè il popolo americano ne faccia dono a tutti i popoli del mondo. Gli Stati Uniti si considerano fin dalla loro nascita, l’unica genuina “democrazia di Dio”. Il Dio della religione americana è un Dio propriamente americano, che non si identifica col Dio dei cristiani, né col Dio degli ebrei, dei musulmani o dei mormoni. La religione civile americana è americana come l’hamburger e la Coca-Cola, ma, diversamente da questi prodotti, non può essere esportata né imitata, perchè è originariamente ed esclusivamente americana, e ha bisogno dell’ambiente americano, talora dormiente, talora esuberante, per poter vivere. Ogni imitazione sarebbe grottesca, ogni trapianto in un altro paese sarebbe una caricatura e potrebbe essere dannoso.

Quando l’America è stata violata dall’attentato terroristico dell’11 settembre, gli americani si sono rivolti a Dio per chiedergli di confermare la sua benedizione sugli Stati Uniti. E il presidente Bush rassicurò gli americani che Dio era dalla loro parte nella nuova guerra contro “l’asse del male”, per liberare il mondo dal male. La religione americana è stata mobilitata dal presidente Bush nella “guerra al terrore”. Ora che la sua presidenza volge definitivamente al termine, egli lascia al suo successore le conseguenze della “guerra al terrore”, che non hanno rappresentato finora un successo per la “democrazia di Dio”. Cosa accadrà della religione americana quando Bush lascerà per sempre la Casa Bianca?

[...]

Gli Stati Uniti sono sempre stati una delle nazioni più religiose dell’Occidente. E lo sono tuttora. La Costituzione americana afferma il principio della separazione fra lo Stato e la Chiesa, eppure mai, nel corso della sua storia, la politica degli Stati Uniti è stata separata dalla religione. La democrazia americana ha avuto origine dalla tradizione religiosa dei coloni americani e la religione è stata sempre, come osservava già Alexis Tocqueville nel 1830, la principale istituzione politica degli Stati Uniti. In questo senso, la religiosità degli americani è stata una costante confutazione della teoria della secolarizzazione, intesa come l’inevitabile avvento, nel corso della modernizzazione, di un’epoca che avrebbe escluso la religione della vita pubblica, relegandola nella vita privata o negli archivi delle tradizioni di un passato tramontato. Nello stesso tempo, tuttavia, l’esperienza storica degli Stati Uniti ha dimostrato che la stessa secolarizzazione, intesa come attuazione della separazione fra Stato e Chiesa, negando allo Stato la facoltà di privilegiare qualsiasi religione, può essere una condizione favorevole alla presenza della religione nella politica.

[...]

La religione civile sacralizza la democrazia americana senza entrare in conflitto con le molteplici Chiese e religioni che compongono il caleidoscopico mosaico religioso degli Stati Uniti. Il Dio della religione civile è celebrato coralmente dai credenti americani delle varie Chiese e confessioni quando insieme cantano “God Bless America”. La bandiera americana è presente in molti luoghi di culto. Gli inni nazionali americani fanno parte degli inni religiosi. Allo stesso modo, la religione civile trascende le divisioni politiche, collocandosi al di sopra delle contrapposizioni fra democratici e repubblicani. Come fanno a gara nel professare la loro fede in Dio, cosi gli uni e gli altri fanno a gara a nel professare la loro fede nella “democrazia di Dio”.

[...]

Il carattere ecumenico della religione americana ha raggiunto la massima latitudine dopo l’11 settembre, grazie anche al ruolo di pontefice massimo svolto dal presidente Bush.

[...]

Si è trattato, [...] del tentativo di trasformare la religione civile americana in una “religione politica all’americana”, facendo apparire gli avversari della politica di Bush come nemici, [...] di Dio e dell’America.

[...]

L’affermazione di una maggioranza democratica nel Congresso, emersa dalle elezioni del novembre 2006, ha confermato il declino del presidenze Bush e ha decretato la sconfitta definitiva del tentativo della destra religiosa conservatrice e tradizionalista di conquistare il monopolio sulla religione civile, trasformandola in una religione politica “all’americana”.

[...]

Allo stesso tempo, è stata allontanata la minaccia di una nuova avanzata [...] del “nazionalismo cristiano”, che vorrebbe introdurre nella Costituzione un nuovo emendamento per proclamare gli Stati Uniti una “nazione cristiana”.

[...]

I candidati democratici hanno imparato la lezione [...] e nelle primarie del 2008 hanno frequentemente parlato della loro fede religiosa per raggiungere l’elettorato evangelico.

[...]

L’elezione nel 2006 del primo americano musulmano al Congresso, il democratico Keith Elisson, che ha prestato giuramento sul Corano, è considerato un segnale simbolicamente molto importante per incrementare una religione americana “conciliativa”[...]. Il carismatico appello di Obama all’unità della nazione con la comune fede nel sogno americano, si colloca nella migliore tradizione della religione civile “conciliativa” di cui fu massimo interprete mezzo secolo fa, in un altra epoca di profonde lacerazioni nella società americana, il reverendo Martin Luther King.

[...]

Ammonisce tuttavia Gary Scott Smith, autore di un recente studio sulla religione dei presidenti americani:

[...]

Per partecipare effettivamente alla politica contemporanea, le comunità religiose devono accettare le regole fondamentali del gioco politico, e non fare appello alla rivelazione divina per sostenere le loro posizioni”.

[...]

Dall’inizio del 2009, ci sarà un nuovo presidente alla Casa Bianca. Nel momento in cui scrivo, a cinque mesi dalle elezioni, nessuno può dire con certezza se il nuovo presidente sarà democratico o repubblicano, bianco o nero. Ma fin da ora si può affermare che il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà una persona che crede in Dio e crede che la democrazia americana sia destinata a svolgere nel mondo una missione che le è stata conferita da Dio, a beneficio del genere umano.

[...]

Nonostante la Costituzione degli Stati Uniti vieti la richiesta di un requisito religioso per assumere incarichi pubblici, nella realtà nessun cittadino americano ateo o agnostico potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti.

[...]

Perciò, si può prevedere con certezza che il prossimo presidente degli Stati Uniti, sia esso un democratico o un repubblicano, un bianco o un nero, sarà comunque il pontefice massimo della religione americana. Come lo sono stati tutti i presidenti che lo hanno preceduto.

[...]

E poiché gli Stati Uniti sono tuttora l’unica potenza imperiale del pianeta, conoscere l’importanza che la religione ha nella politica americana può giovare alla riflessione sull’influenza che gli Stati Uniti potranno avere sul prossimo futuro dell’umanità. Dall’inizio del terzo millennio, sembra sia iniziata “l’era della teopolitica”, [...] compiuta dai politici che proclamano di agire in nome di Dio.

[...]

Per questo motivo, conoscere l’esperienza della sacralizzazione politica negli Stati Uniti, dove la politica non ha mai ignorato Dio, e Dio non è mai stato assente dalla politica, può essere utile per capire il mondo in cui viviamo.


Emilio Gentile,

giugno 2008

  • Cos'è un leader?
  • La democrazia è il buon pastore.
  • Che dittatura abbiamo?
  • Due definizioni di democrazia.
  • La scuola di Chicago.

  • venerdì 27 febbraio 2009

    L'Orrore

    MESSAGGIO



    A Paraculo Pictures Production (c)


    Regia di sytry82


    giovedì 19 febbraio 2009

    Le dimissioni di Veltroni


    foto tratta da www.Sole24.com


    Dopo la sconfitta di Soru in Sardegna, la mazzata finale, Veltroni rassegna le dimissioni dal PD ... a dimostrazione del fatto che, con delle finte primarie non si può ottenere un leader forte, capace di contrastare gli avversari politici, possibilmente fuori dal partito.







    Ho fatto il possibile, ce l'ho messa tutta, ma non è bastato. Mi scuso di questo. [...] il vero segno distintivo del Pd è la vocazione maggioritaria. [...] ha bisogno di un cambiamento profondo e radicale e mai come oggi la nostra storia, le nostre stesse biografie, devono essere al servizio di questo in modo che anche nel nostro paese possa accadere quanto accade negli Stati Uniti”.

    Negli Stati Uniti ci sono delle elezioni primarie vere, dove i candidati sono scelti veramente dagli iscritti al partito e non a tavolino, non ci si accuccia dietro i capi corrente, ecc ... se non si capisce questo non se ne esce.

    Abituiamoci che un grande partito è luogo di diversità, [...] nel centrosinistra c'é bisogno di più solidarietà, che ci si senta tutti di più una squadra. [la sinistra] da salottiera deve recuperare il rapporto con la società reale, da giustizialista deve abbracciare il valore della legalità, da pessimista e conservatrice a un centrosinistra innovatore”.

    Ecco un punto importante, una carta persa, che si doveva giocare da subito, secondo l'esempio di DiPietro ... altro grande assente tra i “papabili” durante quelle finte elezioni primarie. Si è considerato il conflitto d'interesse, e la fedina penale sporca del leader del PdL come una cosa obsoleta, come un paio di jeans passati di moda, fin da subito l'Italia dei Valori è stata trattata come un parente povero durante il matrimonio, e non come un prezioso alleato. Di fronte ai grandi temi il PD è stato scadente e penoso. “Ho fatto il possibile” dice Veltroni ...

    Berlusconi ha vinto una battaglia di egemonia nella società perchè con i suoi mezzi ha stravolto il sistema dei valori e ha costruito un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio. L'opposizione, deve essere molto dura, nei confronti di Berlusconi e della sua visione della società”.

    Troppo tardi. Questo andava detto subito, fin dall'inizio.

    E' molto probabile che Dario Franceschini venga eletto sabato 21 febbraio dall'Assemblea nazionale del partito segretario reggente fino al congresso degli iscritti, che dovrà eleggere il nuovo segretario generale. Il partito è un calderone, dentro il quale aleggia lo spettro della scissione, come già paventato da Rosy Bindi e dai rutelliani. (esistono dei rutelliani?!)

    Tra ex democristiani, (poco ex, per la verità) ex comunisti e litigi nelle varie regioni e provincie, la situazione è grave. A proposito ... ma queste provincie ... le vogliamo abolire, si o no? Quella del PD sembra essere una morte annunciata, spero che in questi giorni si possa trovare un leader presentabile al congresso, dubito fortemente che Obama sia disponibile.

    venerdì 6 febbraio 2009

    Chatta Magazine



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    Stiamo preparando il nostro trasferimento su blogspot ... e cambieremo titolo al settimanale. Per il resto, la nostra linea editoriale non cambia: Informazione libera e alternativa, in un libero web, senza pretendere di avere la "verità" in tasca.

    Per chi non ci conosce ancora, pubblichiamo ogni giovedì e siamo aperti a nuovi collaboratori. Potete contattarci ai seguenti indirizzi:

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    giovedì 22 gennaio 2009

    Alle falde dell'impero



    Ho guardato con un certo interesse la cerimonia di insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, non ricordo di avere mai visto una cerimonia di insediamento alla Casa Bianca prima d'ora, potrebbe anche essere l'evento storico ... il primo afro americano presidente degli Stati Uniti ... ma potrebbe anche essere che ormai, a destra come a sinistra, in Italia ci si sta persuadendo sempre più, del fatto che il nostro non è uno Stato normale ... noi siamo una provincia alle falde dell'impero americano. Stento ancora a capire, per esempio, quale importanza abbia sentire cosa ne pensa il Presidente Napolitano di questo evento trans oceanico.





    Più guardavo la cerimonia, più trovavo conferma in quello che lessi mesi fa, in un bel libro di Emilio Gentile, "La democrazia di Dio", ed. Laterza. Gentile fa una analisi accurata della cosidetta "religione civile" degli Stati Uniti, un paese dove, secondo lo stesso autore, è pressochè impossibile per un ateo o un musulmano fare politica ... ogni singolo evento, cerimonia, campagna elettorale, è dominato dalla religione. Durante l'insediamento abbiamo potuto vedere la sfilata degli ex presidenti, la folla tutta unita, un reverendo con un breve sermone, il giuramento sulla Bibbia, e per finire il classico "God Bless America". Ma il Dio degli americani non è cristiano, è un essere supremo, è il culto della nazione stessa, che fa del Presidente il sommo pontefice.

    Questa volta il pontefice degli americani è un afro americano, che parla come Roosevelt, e ci si aspettano da lui dei miracoli, tanto per restare in tema. Tre i temi più importanti: Uscire dall'Iraq e risolvere la crisi con l'Iran; creare un sistema sanitario e scolastico che non rimanga alla mercè delle società d'assicurazione, che garantisca una istruzione di base decente; uscire da questa crisi ... sinceramente non so quale di queste tre missioni sia la più facile. Mi chiedo se Obama ha parlato con i suoi finanziatori di queste cose. Ciò che a noi, come italiani preme di più è la terza parte ... la crisi ... dal momento che la Federal Reserve gioca un ruolo importante e ambiguo in tutta questa sporca faccenda della crisi, (noi sospettiamo controllata) ma già che ci siamo non ci soffermiamo solo a questo ... per la destra Obama è l'amico abbronzato, (mica tanto ... in America ha fatto più il fondo tinta del Ku Klux Klan!) per la sinistra ... per la sinistra è il leader che hanno sempre desiderato ... ma che da decenni non riescono a trovare ... sempre che lo abbiano mai cercato.

    Questo nuovo presidente, in Italia sembra l'incarnazione di Forrest Gump, più che del sogno americano ... tutti lo amano e lo seguono ... ben chè non ci sia dovuto seguirlo, visto che in fin dei conti, al primo posto nella sua agenda, non c'è l'Italia, (legittimo, è un pontefice civile ... non un santo) tutti lo considerano amico, e tutti non sanno cosa gli passerà nella testa i prossimi mesi.

    Un paese che guarda con attenzione l'insediamento di un presidente straniero, è molto meno di un paese alleato ... è un suddito, che si siede ad aspettare che l'imperatore distribuisca doni, regalie e sentenze. Non mi sembra la scelta giusta ... anche perchè stiamo parlando di un imperatore con il più grande debito mai visto nella terra ...

    sabato 27 dicembre 2008

    Decameron reloaded



    Ci risiamo, un altro mio editoriale ... detesto scrivere gli editoriali!





    Sono molto felice per la nostra connazionale rilasciata dai suoi rapitori in Sud America, lei sostiene che l'hanno trattata bene, e io non credo che sia il caso di tirare fuori grandi discorsi, non che banali, su eventuali "sindromi di Stoccolma" e idiozie varie ... esiste da tempo in Italia una forma piuttosto bizzarra di questa sindrome, colpisce soprattutto i giornalisti e i comici o cabarettisti. Cosi mi accorgo che, secondo il TG5 la crisi non esiste, e non solo! Secondo il TG5 durante questo periodo di feste, gli italiani spendono di più ... più del previsto, (un pò come dire che d'inverno fa freddo) tutto questo ottimismo "casualmente" crea una certa sintonia tra la politica del governo e la linea editoriale del TG. Berlusconi, che non manca di ricordarci che lui di economia se ne intende, infatti si è fatto da solo,(?) esorta gli italiani a consumare, perchè se non consumano l'economia non si rimette in piedi, e magicamente al TG5 vedono consumatori allupati in ogni dove ... consumatori in camicia di seta e cappotto in pelle di daino! Consumatori che evidentemente non si sono accorti del precariato, dei tagli selvaggi alla scuola e dei morti sui posti di lavoro, evidentemente gli italiani preferiscono consumare in lapidi e medicinali.

    La Sterlina è in pari con l'Euro, il Dollaro è alle strette e Chiambretti farà una nuova trasmissione su mediaset, ho visto un documentario di Minoli su Noschese, grande saltinbanco amato da tutti ... politici e uomini di spettacolo, simbolo inconsapevole di una satira che sta nella testa solo di chi la odia. Della crisi ce ne possiamo accorgere in due modi; il primo lo vede solo chi non è un giornalista del TG5, il secondo non si vede ... non si vedono i fratelli Guzzanti, non si vede Luttazzi, non si vede niente che possa metterci la pulce nell'orecchio. La democrazia è sempre inversamente proporzionale alla stabilità economica di un paese, idem dicasi per l'obiettività dell'informazione ... quando un cane è mansueto si può anche allentare il guinzaglio, ma se si rifiuta di leccare il bastone con cui lo percuoti ... gli si tagliano le palle.

    In attesa che il governo esporti la sua democrazia e le sue riforme anche nel mondo dei blogger, chiudo qui questo psicotico miscuglio di frasi scritte solo per riempire una pagina bianca, e mi preparo per ricevere la mia dose quotidiana di sedativo mediatico.

    Noi ci rileggiamo il 4 gennaio ... se non vi sarete già dimenticati di noi ... e se il sottoscritto non va in coma etilico a capo d'anno.

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