Sommario
lunedì 20 luglio 2009
Tutto quello che Napolitano dovrebbe sapere ma non ha mai letto ...
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martedì 14 luglio 2009
Napolitano VS Automatico delle bibite
Inserire la moneta e formulare la richiesta su carta bollata.
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mercoledì 17 giugno 2009
Buona lettura.
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giovedì 11 giugno 2009
Tratto da un mio articolo per l'MBM. Mi chiedo se ne sentisse davvero il bisogno il nostro Presidente del Consiglio, di chiamare Gheddafi a Roma, per farci dare, lui a noi, una lezione di democrazia. Presentatosi all’aeroporto, il dittatore libico esibisce una foto in bianco e nero che dovrebbe – secondo lui- mortificarci. Una foto che riguarda l’esecuzione o l’assassinio di un indipendentista libico per mano dei fascisti. Lui pretende scuse, si è auto convinto che tramite Berlusconi il popolo italiano gliele abbia concesse. Evidentemente esistono motivi per cui questo dittatore ritenga Berlusconi un suo collega, infatti, da per scontato che tramite la sua persona il popolo agisca all’unisono … per fortuna esiste in Italia ancora la mania di non pensarla come Berlusconi. Ed è un miracolo che Gheddafi non sia arrivato a profanare il nostro Parlamento, una ventata di orgoglio e di dignità deve aver colpito in corner i nostri rappresentanti. (clicca sul titolo per leggere il resto) Gheddafi fa la vittima, e vuole insegnarci il rispetto dei popoli. Ma chi è Gheddafi? Vediamo una piccola carrellata delle sue “opere”: Il 26 Agosto del 1969 con un colpo di stato Gheddafi prende il potere instaurando una dittatura nel suo paese, pensa bene di inaugurarla cacciando tutti gli italiani, (1971) privandoli delle loro case e dei loro beni, costringendoli ad “espatriare” in Italia. Si trattò di circa 30.000 persone. E’ curioso che non si sia parlato di questo: 150 MLN A ESULI ITALIANI E VISTI PER TORNARE IN LIBIA - Gli italiani espulsi dalla Libia nel 1971, dopo che il colonnello Gheddafi prese il potere con un colpo di Stato che detronizzò re Idriss, potranno tornarvi con Visto turistico, ma anche per lavoro o altre finalità. Agli esuli dalla Libia si riconosce un indennizzo complessivo di 150 milioni da corrispondere nella misura di 50 milioni l'anno dal 2009 al 2011. (fonte ANSA) http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_988543372.html Forse non si è voluto mettere a disagio Gheddafi, mentre ci faceva a noi la ramanzina. Gheddafi ieri sera ha ricordato anche il colonialismo francese in Algeria, il dittatore libico evidentemente dimentica i 53 detenuti algerini internati nel suo paese, con condanne che si basano su semplici illazioni. http://www.lexpressiondz.com/article/2/2009-05-25/64064.html Fin qui poca roba … diamo un’occhiata invece all’ultimo rapporto di Amnesty International riguardo i crimini perpetrati da Gheddafi durante la sua dittatura: “Le libertà di espressione, associazione e riunione sono soggette a stringenti limitazioni, in un clima caratterizzato dalla repressione del dissenso e dall'essenza di ONG indipendenti a difesa dei diritti umani. Rifugiati, richiedenti asilo e migranti hanno continuato a essere detenuti a tempo indefinito e maltrattati.” Questa è la persona con cui noi ci stiamo accordando per trovare una soluzione al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Una soluzione “finale” oserei dire. “Il governo non ha tollerato critiche o dissenso” continua il rapporto di Amnesty “coloro che esercitano pacificamente i loro diritti alle libertà di espressione e di associazione possono incorrere nella pena di morte”. Questo è l’amico di Berlusconi … poi scopriremo che abbiamo frainteso. Ce ne scusiamo in anticipo. Ma non è tutto, perché nel rapporto di Amnesty si legge anche che “Sono pervenuti persistenti rapporti di tortura e altri maltrattamenti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in stato di detenzione; a questi ultimi non è stata fornita protezione, come richiesto dal diritto internazionale sui migranti”. Secondo D’Alema, ad accogliere Gheddafi – persino in Parlamento- non c’è niente di male. Evidentemente la strategia del PD per sopravvivere (più che per vincere) è quella di imitare il berlusconismo, anziché contrastarlo, come si richiederebbe ad una opposizione sana. Ma tra la brutta copia e l’originale alla fine la gente sceglierà sempre la seconda opzione. Credo che se non si possa fare opposizione nemmeno in circostanze come queste, dove si stende il tappeto rosso e si tratta da grande amico uno dei peggiori dittatori del mondo, è la fine … si è toccato veramente il fondo.
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mercoledì 3 giugno 2009
One Love, One Heart
Let's get together and feel all right
Hear the children crying (One Love)
Hear the children crying (One Heart)
Sayin' give thanks and praise to the Lord and I will feel all right
Sayin' let's get together and feel all right
Let them all pass all their dirty remarks (One Love)
There is one question I'd really like to ask (One Heart)
Is there a place for the hopeless sinner
Who has hurt all mankind just to save his own?
Believe me
One Love, One Heart
Let's get together and feel all right
As it was in the beginning (One Love)
So shall it be in the end (One Heart)
Give thanks and praise to the Lord and I will feel all right
One more thing
Let's get together to fight this Holy Armageddon (One Love)
So when the Man comes there will be no no doom (One Song)
Have pity on those whose chances grove thinner
There ain't no hiding place from the Father of Creation
Sayin' One Love, One Heart
Let's get together and feel all right
I'm pleading to mankind (One Love)
Oh Lord (One Heart)
Give thanks and praise to the Lord and I will feel all right
Let's get together and feel all right
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lunedì 25 maggio 2009

-Felliniano!
-Com'è andata ieri?
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venerdì 22 maggio 2009
Pensi che il mio pusher sia ben fornito? Clicca su OK!
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venerdì 17 aprile 2009

Il bacio pericoloso di Alfano
Repubblica — 05 febbraio 2002 pagina 1 sezione: PALERMO
Etichette: giornalismo, mafia, politica
mercoledì 15 aprile 2009

Etichette: cirino pomicino, politica
mercoledì 8 aprile 2009

Etichette: documentario, politica, Terremoto in Irpinia
sabato 7 marzo 2009
Trascritto in parte dal sottoscritto, dal libro di Emilio Gentile, “La democrazia di Dio”; Editori Laterza.
Alla fine del 2008 si concluderà l’era presidenziale di George W. Bush. È stata un’epoca dominata dagli eventi dell’11 settembre 2001, quando l’invulnerabilità della massima potenza imperiale della storia, all’apogeo della sua egemonia mondiale, è stata violata dall’attacco di terroristi islamici al World Trade Center di New York, con le conseguenze catastrofiche che quegli eventi hanno avuto per gli Stati Uniti e il resto del mondo: l’inizio della “guerra al terrore”, l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, la crisi nei rapporti fra gli Stati Uniti e l’Europa, il declino del prestigio americano nel mondo. Ma l’era di Bush è coincisa anche, dopo l’11 settembre, con il risveglio della religione civile americana, che pareva da tempo assopita.
La religione civile americana, o più semplicemente la religione americana, è una religione speciale perchè scaturita dalla sacralizzazione politica degli Stati Uniti come una nazione benedetta da Dio. Il cardine di questa religione civile è la convinzione che il creatore ha dato in dono al popolo americano i valori della democrazia, perchè il popolo americano ne faccia dono a tutti i popoli del mondo. Gli Stati Uniti si considerano fin dalla loro nascita, l’unica genuina “democrazia di Dio”. Il Dio della religione americana è un Dio propriamente americano, che non si identifica col Dio dei cristiani, né col Dio degli ebrei, dei musulmani o dei mormoni. La religione civile americana è americana come l’hamburger e la Coca-Cola, ma, diversamente da questi prodotti, non può essere esportata né imitata, perchè è originariamente ed esclusivamente americana, e ha bisogno dell’ambiente americano, talora dormiente, talora esuberante, per poter vivere. Ogni imitazione sarebbe grottesca, ogni trapianto in un altro paese sarebbe una caricatura e potrebbe essere dannoso.
Quando l’America è stata violata dall’attentato terroristico dell’11 settembre, gli americani si sono rivolti a Dio per chiedergli di confermare la sua benedizione sugli Stati Uniti. E il presidente Bush rassicurò gli americani che Dio era dalla loro parte nella nuova guerra contro “l’asse del male”, per liberare il mondo dal male. La religione americana è stata mobilitata dal presidente Bush nella “guerra al terrore”. Ora che la sua presidenza volge definitivamente al termine, egli lascia al suo successore le conseguenze della “guerra al terrore”, che non hanno rappresentato finora un successo per la “democrazia di Dio”. Cosa accadrà della religione americana quando Bush lascerà per sempre la Casa Bianca?
[...]
Gli Stati Uniti sono sempre stati una delle nazioni più religiose dell’Occidente. E lo sono tuttora. La Costituzione americana afferma il principio della separazione fra lo Stato e la Chiesa, eppure mai, nel corso della sua storia, la politica degli Stati Uniti è stata separata dalla religione. La democrazia americana ha avuto origine dalla tradizione religiosa dei coloni americani e la religione è stata sempre, come osservava già Alexis Tocqueville nel 1830, la principale istituzione politica degli Stati Uniti. In questo senso, la religiosità degli americani è stata una costante confutazione della teoria della secolarizzazione, intesa come l’inevitabile avvento, nel corso della modernizzazione, di un’epoca che avrebbe escluso la religione della vita pubblica, relegandola nella vita privata o negli archivi delle tradizioni di un passato tramontato. Nello stesso tempo, tuttavia, l’esperienza storica degli Stati Uniti ha dimostrato che la stessa secolarizzazione, intesa come attuazione della separazione fra Stato e Chiesa, negando allo Stato la facoltà di privilegiare qualsiasi religione, può essere una condizione favorevole alla presenza della religione nella politica.
[...]
La religione civile sacralizza la democrazia americana senza entrare in conflitto con le molteplici Chiese e religioni che compongono il caleidoscopico mosaico religioso degli Stati Uniti. Il Dio della religione civile è celebrato coralmente dai credenti americani delle varie Chiese e confessioni quando insieme cantano “God Bless America”. La bandiera americana è presente in molti luoghi di culto. Gli inni nazionali americani fanno parte degli inni religiosi. Allo stesso modo, la religione civile trascende le divisioni politiche, collocandosi al di sopra delle contrapposizioni fra democratici e repubblicani. Come fanno a gara nel professare la loro fede in Dio, cosi gli uni e gli altri fanno a gara a nel professare la loro fede nella “democrazia di Dio”.
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Il carattere ecumenico della religione americana ha raggiunto la massima latitudine dopo l’11 settembre, grazie anche al ruolo di pontefice massimo svolto dal presidente Bush.
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Si è trattato, [...] del tentativo di trasformare la religione civile americana in una “religione politica all’americana”, facendo apparire gli avversari della politica di Bush come nemici, [...] di Dio e dell’America.
[...]
L’affermazione di una maggioranza democratica nel Congresso, emersa dalle elezioni del novembre 2006, ha confermato il declino del presidenze Bush e ha decretato la sconfitta definitiva del tentativo della destra religiosa conservatrice e tradizionalista di conquistare il monopolio sulla religione civile, trasformandola in una religione politica “all’americana”.
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Allo stesso tempo, è stata allontanata la minaccia di una nuova avanzata [...] del “nazionalismo cristiano”, che vorrebbe introdurre nella Costituzione un nuovo emendamento per proclamare gli Stati Uniti una “nazione cristiana”.
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I candidati democratici hanno imparato la lezione [...] e nelle primarie del 2008 hanno frequentemente parlato della loro fede religiosa per raggiungere l’elettorato evangelico.
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L’elezione nel 2006 del primo americano musulmano al Congresso, il democratico Keith Elisson, che ha prestato giuramento sul Corano, è considerato un segnale simbolicamente molto importante per incrementare una religione americana “conciliativa”[...]. Il carismatico appello di Obama all’unità della nazione con la comune fede nel sogno americano, si colloca nella migliore tradizione della religione civile “conciliativa” di cui fu massimo interprete mezzo secolo fa, in un altra epoca di profonde lacerazioni nella società americana, il reverendo Martin Luther King.
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Ammonisce tuttavia Gary Scott Smith, autore di un recente studio sulla religione dei presidenti americani:
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“Per partecipare effettivamente alla politica contemporanea, le comunità religiose devono accettare le regole fondamentali del gioco politico, e non fare appello alla rivelazione divina per sostenere le loro posizioni”.
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Dall’inizio del 2009, ci sarà un nuovo presidente alla Casa Bianca. Nel momento in cui scrivo, a cinque mesi dalle elezioni, nessuno può dire con certezza se il nuovo presidente sarà democratico o repubblicano, bianco o nero. Ma fin da ora si può affermare che il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà una persona che crede in Dio e crede che la democrazia americana sia destinata a svolgere nel mondo una missione che le è stata conferita da Dio, a beneficio del genere umano.
[...]
Nonostante la Costituzione degli Stati Uniti vieti la richiesta di un requisito religioso per assumere incarichi pubblici, nella realtà nessun cittadino americano ateo o agnostico potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti.
[...]
Perciò, si può prevedere con certezza che il prossimo presidente degli Stati Uniti, sia esso un democratico o un repubblicano, un bianco o un nero, sarà comunque il pontefice massimo della religione americana. Come lo sono stati tutti i presidenti che lo hanno preceduto.
[...]
E poiché gli Stati Uniti sono tuttora l’unica potenza imperiale del pianeta, conoscere l’importanza che la religione ha nella politica americana può giovare alla riflessione sull’influenza che gli Stati Uniti potranno avere sul prossimo futuro dell’umanità. Dall’inizio del terzo millennio, sembra sia iniziata “l’era della teopolitica”, [...] compiuta dai politici che proclamano di agire in nome di Dio.
[...]
Per questo motivo, conoscere l’esperienza della sacralizzazione politica negli Stati Uniti, dove la politica non ha mai ignorato Dio, e Dio non è mai stato assente dalla politica, può essere utile per capire il mondo in cui viviamo.
Emilio Gentile,
giugno 2008
venerdì 27 febbraio 2009
giovedì 19 febbraio 2009
Dopo la sconfitta di Soru in Sardegna, la mazzata finale, Veltroni rassegna le dimissioni dal PD ... a dimostrazione del fatto che, con delle finte primarie non si può ottenere un leader forte, capace di contrastare gli avversari politici, possibilmente fuori dal partito.

“Ho fatto il possibile, ce l'ho messa tutta, ma non è bastato. Mi scuso di questo. [...] il vero segno distintivo del Pd è la vocazione maggioritaria. [...] ha bisogno di un cambiamento profondo e radicale e mai come oggi la nostra storia, le nostre stesse biografie, devono essere al servizio di questo in modo che anche nel nostro paese possa accadere quanto accade negli Stati Uniti”.
Negli Stati Uniti ci sono delle elezioni primarie vere, dove i candidati sono scelti veramente dagli iscritti al partito e non a tavolino, non ci si accuccia dietro i capi corrente, ecc ... se non si capisce questo non se ne esce.
“Abituiamoci che un grande partito è luogo di diversità, [...] nel centrosinistra c'é bisogno di più solidarietà, che ci si senta tutti di più una squadra. [la sinistra] da salottiera deve recuperare il rapporto con la società reale, da giustizialista deve abbracciare il valore della legalità, da pessimista e conservatrice a un centrosinistra innovatore”.
Ecco un punto importante, una carta persa, che si doveva giocare da subito, secondo l'esempio di DiPietro ... altro grande assente tra i “papabili” durante quelle finte elezioni primarie. Si è considerato il conflitto d'interesse, e la fedina penale sporca del leader del PdL come una cosa obsoleta, come un paio di jeans passati di moda, fin da subito l'Italia dei Valori è stata trattata come un parente povero durante il matrimonio, e non come un prezioso alleato. Di fronte ai grandi temi il PD è stato scadente e penoso. “Ho fatto il possibile” dice Veltroni ...
“Berlusconi ha vinto una battaglia di egemonia nella società perchè con i suoi mezzi ha stravolto il sistema dei valori e ha costruito un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio. L'opposizione, deve essere molto dura, nei confronti di Berlusconi e della sua visione della società”.
Troppo tardi. Questo andava detto subito, fin dall'inizio.
E' molto probabile che Dario Franceschini venga eletto sabato 21 febbraio dall'Assemblea nazionale del partito segretario reggente fino al congresso degli iscritti, che dovrà eleggere il nuovo segretario generale. Il partito è un calderone, dentro il quale aleggia lo spettro della scissione, come già paventato da Rosy Bindi e dai rutelliani. (esistono dei rutelliani?!)
Tra ex democristiani, (poco ex, per la verità) ex comunisti e litigi nelle varie regioni e provincie, la situazione è grave. A proposito ... ma queste provincie ... le vogliamo abolire, si o no? Quella del PD sembra essere una morte annunciata, spero che in questi giorni si possa trovare un leader presentabile al congresso, dubito fortemente che Obama sia disponibile.
venerdì 6 febbraio 2009
xxredazionexx@yahoo.it
xxredazionexx@gmail.com
Etichette: Chatta Magazine, economia, fabio99992000, MBM, Movimento Paraculo, politica, settimanale, sytry82
giovedì 22 gennaio 2009

Etichette: casa bianca, MBM, obama, politica, usa
sabato 27 dicembre 2008

Ci risiamo, un altro mio editoriale ... detesto scrivere gli editoriali!

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