giovedì 11 dicembre 2008

Rimossi i tagli alla religione di stato



Nonostante le ripetute, e purtroppo a volte anche violente, proteste degli studenti e dei professori contro la riforma Gelmini, il governo non è tornato indietro di un passo, è rimasto fermo e coerente, secondo il caro vecchio stile decisionista del Cavaliere.






Qualcosa però urta questo virtuoso equilibrio ... la dove decine e decine di manifestazioni in tutta Italia non sono riuscite a concludere niente, ecco che la CEI con una semplice dichiarazione risentita, riesce a mettere in riga tutto il Cattolicissimo Governo Berlusconi! I tagli agli odiosi finanziamenti pubblici alle scuole private, (tra queste le scuole cattoliche) verranno tolti ... ciò che il parlamento ha deciso, non può essere corretto dalle piazze ... “la politica non si fa nelle piazze” ... questo lo si è detto soprattutto nel precedente governo ... ora quelli che erano al governo ieri, da opposizione, se lo sentono dire dai governanti attuali. Eppure basta che la CEI si pronunci; per vanificare, ciò che i rappresentanti eletti del popolo, avevano deciso in maggioranza.


E' lodevole lo zelo con cui Eluana Englaro sia stata strumentalizzata recentemente da cattolici, laici, finti cattolici e finti laici ... è lodevole tanto quanto oggi mi risuona stupefacente, l'assenza di proteste di fronte all'obbedienza e al servilismo del nostro governo, di fronte alla cattolicissima reazione dei vescovi, di fronte al “pericolo demoniaco” di un eventuale taglio dei finanziamenti alle scuole che loro controllano.


Leggiamo attentamente il “decisionista” sotto-segretario all'economia Giuseppe Vegas, nella sua dichiarazione pubblicata su “Repubblica”:


I fondi per le scuole paritarie vengono ripristinati. C'è un emendamento del relatore che ripristina il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli,(i vescovi; N.d.R) dormire su quattro cuscini”.


Ma più di tutti, quello che colpisce le coscienze di milioni di “poveri” elargitori di “ricche” rette, è “l'urlo di dolore" del pontefice il quale sentenzia:


"Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli sono un diritto inalienabile”.



Centoventi milioni di euro, per il “diritto inalienabile” alla educazione religiosa ... nello splendido saggio di Augias e Cacitti, “Inchiesta sul Cristianesimo”(edito Mondadori) il Prof. Cacitti, docente cattolico di letteratura cristiana antica e storia del cristianesimo antico, presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli studi di Milano; nella conclusione del libro scrive una splendida post-fazione intitolata “qualche parola di spiegazione”. (pag.263) Il professore fa un'analisi molto esaustiva su quella che è la situazione dell'educazione religiosa in Italia, gli insegnanti di religione nelle nostre scuole, (anche quelle pubbliche) non sono nominati dal ministero ma ... guarda un po' ... dalle diocesi. Questi insegnanti non insegnano affatto religione ... o meglio, si limitano ad insegnare la religione Cattolica. Il prof. Cacitti, si lamenta nella sua post-fazione degli effetti dannosi, che proprio la Chiesa procura a questo “diritto inalienabile” di cui Ratzinger si duole:


Chiunque svolga in università il mestiere d'isegnante di storia religiosa credo concordi nel giudizio sulla pressochè totale impreparazione con cui arrivano nelle nostre aule gli studenti. [...] nessuno, infatti, nell'anteriore formazione di questi studenti, ha loro insegnato, pur soltanto in una delle sue manifestazioni, la storia religiosa. [...] il fenomeno religioso in sé considerato non è contemplato nell'ordinamento didattico del nostro paese. Questo accade per una grave e non più tollerabile anomalia del nostro sistema scolastico, in cui – in virtù degli accordi che regolano i rapporti fra Repubblica italiana e Santa Sede – l'insegnamento della religione, denominato ''insegnamento della religione cattolica'', viene dismesso dallo Stato e appaltato alla Chiesa cattolica romana in tutte le scuole di ogni ordinamento e grado, a eccezione dell'università. [...] Qui sta il punto: ovviamente, se nessuno contesta questo diritto costituzionale, ciò che appare del tutto indebito è che la catechesi confessionale si sostituisca all'insegnamento pubblico, poiché la prima deve conformarsi a un sistema teologico (il dogma), l'altro è, come sancito dalla Carta fondamentale, (la Costituzione italiana; N.d.R) assolutamente libero.

[...]

In quasi tutte le università italiane sono attivate le discipline dell'area storico-religiosa, ambito che proprio in Italia ha conosciuto una fioritura di prestigio assoluto, [...]. Eppure, questo prezioso patrimonio di conoscenze, [...] rimane, recluso nelle aule universitarie, sterile e infecondo, poiché nessun laureato in tali materie può andare liberamente a insegnare ciò per cui è stato formato, con uno spreco inammissibile di risorse umane, culturali, scientifiche ed economiche”.


Quello che il prof. Cacitti propone è il superamento di questa situazione, introducendo insegnanti nominati allo stesso modo dei loro colleghi, “Cosi, - continua Cacitti – a insegnare storia religiosa nelle nostre scuole sarebbero docenti valutati esclusivamente in ordine alla loro preparazione scientifica e alla loro capacità didattica, come per tutte le altre discipline, senza alcuna pregiudiziale di qualsivoglia natura”.


Ecco la situazione del “diritto inalienabile”di cui parla il Papa, in Italia ... non è un problema di fondi, ma di “monopolio religioso” da parte di un'unica religione. In uno Stato laico, tutte le religioni dovrebbero trovare accoglimento nelle scuole, la “storia delle religioni” ... e non la “catechesi del cattolicesimo” dovrebbe essere insegnata nelle scuole di uno Stato laico. Uno studente musulmano, evangelico, buddista, ecc ... deve poter trovarsi a suo agio, e sentirsi come parte integrante della società, della classe (scolastica) che frequenta ... non un “emarginato”... è vero che l'insegnamento della religione non è obbligatorio ... ma chi sceglie questo insegnamento dovrebbe conoscere la religione non da un solo punto di vista, questo è ammissibile in un paese dove esiste una religione di stato ... nella nostra Costituzione questo non c'è scritto, non si parla di religione di Stato ... nemmeno i Patti Lateranensi parlano di questo ... non ufficialmente ... insomma, le tanto esorbitanti questioni morali in Italia si aprono e si chiudono, per un solo motivo principe ... il fatto che nel nostro paese, non vige una Repubblica, ma una “monarchia repubblicana”con un Papa-Re, che fa da sostituto ai Savoia ... siamo un paese dove il popolo suddito in piazza non conta niente, mentre i capricci del Papa vengono assecondati, senza batter ciglio.

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