giovedì 18 dicembre 2008

Decameron



Crisi economica con tassi a livello zero negli Stati Uniti, esponenti dell'opposizione italiana “cuccati” dai magistrati ... proprio loro, che come alleato hanno DiPietro. E' morto l'ispettore Derrik e il Tevere è in piena.




Questo editoriale potrebbe finire tranquillamente cosi, tanto vale parlare un po' del nostro sito, di questi tempi una buona piattaforma blog, può fungere da rifugio di campagna, per ripararci dal morbo che impesta la nostra vita: il morbo del consumismo ... senza soldi per poter consumare, una peste che non lascia bubboni sotto la pelle, ma sta già segnando la nostra generazione. Questo sito, che in un certo senso da il nome al Magazine, per via dell'origine chattistica dei suoi blogger, (per lo meno della maggior parte di essi) ha una cosa che le altre piattaforme blog non hanno, una iper-interattività notevole, il lato negativo è che i commenti e le visite sono diventati merce di scambio, la dove nella vita reale ci sono i soldi, qua dentro esiste una valuta chiamata rank.


Ci dobbiamo convivere con questa sottocultura, perchè i tempi delle grandi purghe e delle deportazioni sono ormai (per fortuna) passate di moda ... non di rado poi, chi fa le rivoluzioni, si trova vittima dello stesso sistema epuratore che ha creato. Questa iperattività ci succhia tutte le energie, e molte persone, parecchie, non sanno nemmeno cosa significa scrivere un blog, in altre piattaforme. Abbiamo la pretesa di usare questo magazine come palestra delle menti, per imparare l'uno dall'altro, a scrivere, a trasmettere qualcosa che ci rappresenti, e che dia spunto per nuove idee a chi ci legge.


Con questo spirito lo Staff recentemente, ha voluto creare, e ha proposto la creazione di una rubrica dei post più votati ... l'idea è piaciuta a molti, come mezzo per portare alla luce quei blogger nascosti dal sistema numerico e freddo della rank e della classifica ... improvvisamente però all'idea che si sarebbe dovuto votare ... la classifica è divenuta importantissima! La dove prima si diceva che non ci interessava, l'indomani addirittura si parla di “discriminazione verso chi non saprebbe scrivere” ... come se il non saper scrivere fosse una sorta di arte mistrattata, da tutelare assolutamente, quello che però mi risulta di difficile comprensione è come si faccia a sentirsi “discriminati” da un qualcosa che fino all'altro ieri non ci sarebbe mai interessato.


Misteri di Chatta.it ... Noi dovremmo smetterla di fare gli italiani, è questo il problema ... dovremmo essere più europei, dovremmo essere più aperti verso il cambiamento, e verso lo spirito agonistico e sportivo del confrontarsi, e nell'imparare confrontandoci. Non lamentiamoci se i cervelli fuggono dall'Italia ... non fuggono dall'Italia ... fuggono da noi, e da questa nostra mentalità che si preoccupa della “discriminazione del vuoto” e si impegna a tagliare le gambe a chi sale troppo in alto in abilità, (questo vale nei blog come nella vita) deprezzandolo con un sonoro: “tanto la classifica non mi è mai interessata”.


Certo è vero! Noi non siamo in TV ... non siamo vip, non partecipiamo a nessun evento storico, non di meno non siamo privi di valore. Il concetto secondo cui se non hai un milione di lettori, o di telespettatori, quello che fai è serie B, è un concetto della classe dominante, un concetto che funge la stessa funzione che ha il bastone e la campanella per il pastore del gregge.


Noi non siamo pecore. Siamo blogger, e quello che scriviamo conta ... anche se non è edito Mondadori o se non è il solito format della Endemol ... è edito da Chatta.it ... a me basta.

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